Per prepararci meglio a esplorare le capacità e i limiti dei circuiti quantistici, introduciamo ora alcuni concetti matematici aggiuntivi: il prodotto interno tra vettori (e il suo legame con la norma euclidea), le nozioni di ortogonalità e ortonormalità per insiemi di vettori, e le matrici di proiezione, che ci permetteranno di introdurre una comoda generalizzazione delle misurazioni nella base standard.
Ricordiamo che quando utilizziamo la notazione di Dirac per indicare un generico vettore colonna come ket, ad esempio
∣ψ⟩=α1α2⋮αn,
il corrispondente vettore bra è il trasposto coniugato di questo vettore:
⟨ψ∣=(∣ψ⟩)†=(α1α2⋯αn).(1)
In alternativa, se abbiamo in mente un insieme di stati classici Σ ed esprimiamo un vettore colonna come ket,
ad esempio
∣ψ⟩=a∈Σ∑αa∣a⟩,
allora il corrispondente vettore riga (o bra) è il trasposto coniugato
⟨ψ∣=a∈Σ∑αa⟨a∣.(2)
Abbiamo anche che il prodotto di un vettore bra e un vettore ket, visti come matrici con una singola riga o una singola colonna, dà come risultato uno scalare.
In particolare, se abbiamo due vettori colonna
∣ψ⟩=α1α2⋮αne∣ϕ⟩=β1β2⋮βn,
in modo che il vettore riga ⟨ψ∣ sia come nell'equazione (1), allora